La Vita non è Facile

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La Vita non è Facile

la vita non è facile...

…allenati comunque.

Durante l’infanzia, alla maggior parte di noi viene detto di fare cose che non vogliamo fare. Qualcuno doveva convincerci ogni giorno ad uscire dal letto, a prepararci per la scuola, a mangiare la verdura, a fare i compiti, a lavarci i denti. E così è stato per anni, finchè non siamo diventati indipendenti e completamente in grado di fare tutte queste cose da soli. Da adulti, continuiamo a fare un sacco di cose che non vogliamo fare, perché sono per il nostro bene. Paghiamo le tasse, tagliamo il prato e cambiamo l’olio nella macchina. Andiamo dal dentista e a pranzi di famiglia che preferiremmo saltare, e a fare lavori che non ci piacciono. Allora com’è che, quando si tratta di prenderci cura di noi stessi fisicamente, la gente sembra non riuscire a mandar giù l’idea di fare quel che è necessario, anche se non è sempre piacevole?

Esprimi il tuo potenziale

Si possono usare molte parole per descrivere i vari concetti e sfumature della salute e del fitness, ma l’essenza del miglioramento fisico è semplice: non mangiare schifezze, muoviti molto, dormi abbastanza. Ma secondo molti, c’è un divario metafisico enorme che separa chi porta il titolo di “atleta” da quelli che lo guardano in TV. Parte dell’errore è comprensibile. Quelli che vediamo in TV sono gli atleti al’apice della loro prestazione, ed hanno speso una vita a perfezionare le loro capacità. La distanza tra lo sprinter che ha appena stabilito il nuovo record alle Olimpiadi e il tifoso in poltrona che lo sta guardando non è vasta, è inconcepibile.

Ma in quale altra area della vita ci poniamo a confronto con uno standard del genere? Non diciamo ai nostri figli in prima elementare che devono smettere di scrivere storie perché non saranno mai Manzoni. Portiamo i bimbi a lezione di piano e ad allenamento di calcio, pienamente consapevoli che non stiamo crescendo il prossimo Rachmaninoff o Messi. Andiamo a lavorare ogni giorno, anche se non abbiamo nessuna realistica aspettativa di diventare amministratore delegato. Quando qualcuno guarda un atleta e dice “non sarò mai capace di farlo”, quello che in realtà sta dicendo è “non voglio metterci l’impegno che ci hai messo tu, per arrivare dove sei”. Il cuore della differenza non è l’abilità o il talento, ma il desiderio. Michael Jordan avrebbe potuto esser un eccellente contabile. Ma il suo desiderio era il basket, e quindi lo ha perfezionato, fino a raggiungere vette mai toccate prima, né dopo. Sia chiaro, non tutti hanno il livello di talento atletico, desiderio e determinazione mostrati dagli atleti migliori del mondo. E allora, solo perché qualcuno può non avere il sogno di essere un atleta, è giusto non allenarsi? Non esattamente.

Il corpo umano è innegabilmente fatto per camminare, correre, arrampicarsi, sollevare oggetti e saltare. Abbiamo adattamenti fisiologici specifici, come polmoni enormi e la capacità di sudare, che sono rilevanti solo per organismi atletici. Non prendersi cura di quella macchina è negare la sua natura.

Scegli la tua strada

La verità è che tutti noi vogliamo essere atleti, perché non vogliamo essere l’alternativa. Nessuno vuole star seduto, invecchiando precocemente, incapace di mettere alla prova la propria capacità fisica.

Nessuno vuole provare dolore, o dover prendere una mezza dozzina di medicinali per la miriade di malanni che si accompagna ad una vita sedentaria. Vogliamo poter mangiare senza prendere peso, dormire senza ausili per la respirazione, e andare a fare spesa senza sedia a rotelle a motore. Nessuno vuole essere infelice. E allora perché lo facciamo? Perchè percepiamo il divario. Quell’abisso tra dove siamo adesso e dove vorremmo essere. Siamo convinti di essere incapaci di sopportare qualsiasi tipo di allenamento. Oppure crediamo che, se ci allenassimo, sarebbe così faticoso, e il miglioramento così infinitesimale, da non valere la pena. Perciò, invece di sudare in qualche galera di palestra, inseguendo un fisico che semplicemente non siamo fatti per avere, troviamo ogni scusa possibile per stare sdraiati sul divano. Ma quelli di noi che stanno dall’altra parte di quell’abisso immaginario sanno che non è insuperabile. Noi stessi abbiamo dovuto attraversarlo. Ognuno lo fa per le proprie ragioni, e con la propria volontà, ma si applicano gli stessi principi base. Abbiamo modificato la nostra dieta, poco per volta. Abbiamo trovato modi per muoverci di più. Abbiamo reso il sonno una priorità, per accertarci che i nostri corpi avessero il tempo di crescere e ripararsi dagli stimoli che diamo loro ogni giorno. Non ci siamo arresi quando è stato difficile, o quando i risultati non arrivavano.

Abbiamo sudato, fatto sacrifici, stretto di denti attraverso ogni tipo di scomodità, inconveniente, imbarazzo. Abbiamo perso la retta via e abbiamo dovuto ricominciare. Con la determinazione costante abbiamo assoggettato il nostro corpo alla volontà della mente, piuttosto che lasciare che la mente fosse schiava di un corpo ribelle e lamentoso. Anche noi vedevamo l’abisso, ma ci siamo allenati comunque.

Basta con le scuse

L’abisso è ampio e profondo, ed è interamente fatto delle tue scuse. E’ pieno della tua agenda fitta di impegni, delle tue ginocchia deboli, del peso che hai messo su dopo il liceo. E’ fatto del tuo disgusto per il sudore e il respiro affannoso, della tua paura di sembrare stupido, della tua bassa autostima che ti sconfigge. E’ ogni motivazione che ti sei dato per non prenderti cura dell’unico corpo che avrai mai. E’ l’idea moderna che non vale la pena di fare niente di scomodo. Tutti vedono quell’abisso, e tutti dovrebbero allenarsi comunque. Trova qualcosa che puoi fare, poi fallo. Poi fallo un po’ di più. E poi fai qualcos’altro. Inizia ad andare in bici, o a fare yoga, o a sollevare pesi. Vai a una lezione di spinning. Vai a fare una camminata o una gita a cavallo. Adatta l’attività che scegli alle tue capacità e alle tue debolezze. Invece di stare seduto con le mani in mano, paralizzato davanti all’immensità del burrone che hai creato, trova modi per attraversarlo, o anche per girarci intorno. E poi cammina. Se domani ti alzi dal divano e lavori sodo per un lungo periodo di tempo, diventerai mai Rich Froning? Probabilmente no, ma scommetto che non è il tuo obiettivo, comunque. Essere una versione molto migliorata di te stesso, invece, è ancora una possibilità. Non sarà facile, non sarà rapido, e sarà decisamente scomodo. Non sarai subito sorpreso da te stesso. Probabilmente, anzi, sarai disgustato e deluso, qualche volta. Allenati lo stesso.

Conquista l’Abisso

E’ ora di fare i compiti. Tira fuori un foglio di carta e la tua matita, e disegna tre colonne. Nella prima, scrivi tutte le cose che vorresti poter fare, se fossi più in forma Nella seconda, scrivi gli ostacoli che ti impediscono di arrivarci Nella terza, scrivi come aggirerai quegli ostacoli. E’ ora di attraversare quel burrone. Adesso. Se ti alzi dal divano domani, sarai migliore di ieri. Se lo rifai il giorno dopo, sarai ancora meglio. Se continui a farlo, con costanza e intelligenza, nessuno porrà limiti ai tuoi risultati. Potresti perdere 50 kg. Potresti riscoprire la pura gioia di andare in bicicletta. Potrai correre un chilometro, o magari dieci. Potrai riguadagnare la fiducia in te stesso che hai perso troppi anni fa. Ma se aspetti una settimana, desidererai di avere iniziato prima. Inizia oggi!

Liberamente tradotto e adattato da http://breakingmuscle.com/sports-psychology/life-aint-easy-train-anyway

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